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Come gestire la tecnologia in famiglia

Come gestisci la tecnologia in famiglia?
Come fare in modo che la digital transformation diventi un’opportunità?

Ne parliamo con Gianluigi Bonanomi che approfondirà il discorso durante l’evento Famiglie in Azione!

Gianluigi Buonanomi inizia la sua carriera come giornalista. Appassionato di calcio, inizia durante l’adolescenza – a 14 anni – a seguire le partite con occhio attento. Scopre l’informatica, unisce le due passioni e propone le sue cronache ai giornali, con i quali inizia a collaborare come inviato. Diventa giornalista pubblicista e sale tutti i gradini della gavetta: collaboratore esterno, interno, praticante, giornalista professionista.

Avevi il lavoro della vita, perché cambiare?

“La crisi ha portato ad avere poca stabilità e una visione del futuro incerto. Le edicole sono passate da 40mila a 26mila, il dato è abbastanza evidente. Non era più tempo di puntare tutto sulla scrittura. Per un po’ ho tenuto duro, ho trovato altre collaborazioni, poi negli anni 2011/2012 ho deciso che la mia carriera doveva subire una svolta. Ho aperto un blog, ma di lì a breve anche quel mercato ha smesso di essere appetibile. I miei argomenti, però, erano seguiti e avevano un buon pubblico. Ho sempre parlato di tecnologia, la digital transformation stava davvero arrivando, quindi ho cercato una chiave per parlare di questi temi a un altro pubblico. Nel frattempo divento papà e diventa naturale inserire tra gli argomenti che affronto quotidianamente nelle aziende con le quali collaboro come gestire la tecnologia in famiglia.”

C’è davvero bisogno di spiegare alle famiglie come gestire la tecnologia?

Le famiglie – i genitori – non sanno come gestire la tecnologia: dosarla, pericoli, caratteristiche. Troppo spesso si pensa che sia sufficiente vietare, troppo frequentemente si ignorano i pericoli che si nascondono negli strumenti più comuni. Conoscere le caratteristiche della tecnologia che utilizziamo quotidianamente ci aiuta a sfruttarla al meglio, invece che farla diventare un mezzo di divisione e preoccupazione.”

Quindi la digital transformation arriva in famiglia?

“È già arrivata. Ieri mattina ne parlavo con i ragazzi, nel pomeriggio con i loro insegnanti, la sera con i genitori. Ho iniziato a scrivere articoli on line sul mio sito ma l’argomento è di interesse comune ed è molto sentito; ho iniziato quindi a partecipare ad eventi, andare nelle scuole. Sto anche formando un’azienda, si chiama classe web ed è focalizzata proprio su questi temi”

La ‘Navigazione familiare’, giusto?

“Esatto, il progetto si chiama così: navigazione familiare. Capisco l’esigenza di parlare con le persone a seconda dei ruoli e dell’età, ma l’idea migliore è quella di metterli insieme. La tecnologia è motivo di discussione in famiglia, ma può diventare opportunità. Nel progetto ‘navigazione familiare’ si analizza la situazione dai diversi punti di vista e si conclude con le regole per tutti. Il problema grosso è che i genitori sono convinti di essere inadeguati. I social ci sono da 10 anni ma si usano da poco e non abbiamo ancora metabolizzato; il genitore si frena pensando di non essere capace o che i propri figli siano più competenti, ma non è così. Non è quello il punto. Il genitore non deve fare il tecnico, ma il genitore.

La retorica dei nativi digitali, poi, è falsa: i ragazzi non sono così competenti. Mancano le basi, non sanno cosa sia la sicurezza informatica, la reputazione, usano solo la tecnologia che a loro piace. A 14 anni non sanno mandare una mail, usano solo whatsapp. I ragazzi devono avere competenze per utilizzare la tecnologia ed evitare i rischi. I bambini a 1 anno hanno i tablet e imparano istintivamente a navigare su Youtube per cercare altri video. Ad un certo punto ho deciso di creare un podcast su questi temi (genitorialità e tecnologia) e ho scoperto che c’è davvero tanto interesse”

Ci regali qualche anticipazione di quello che ci insegnerai durante l’evento?

“Da papà ho capito che non vale la pena investire in regali ma in esperienze. I regali si rompono, le esperienze rimangono. Da professionista invece mi sono documentato, ho fatto interviste a esperti, sociologi, docenti. Ho scoperto un sacco di materiale on line in cui si parla di tecnologia e famiglie. Ho ascoltato genitori ed educatori e accolto le loro richieste. Vogliono sapere che lavori ci saranno in futuro, come ci si comporta in una serie di situazioni. Durante l’evento parleremo di questo: di come tornare ad una cultura della genitorialità ed applicarla alla tecnologia. Parleremo di come affiancare i ragazzi, creare le giuste regole e di come condividerle. Vedremo come i primi a dover seguire le regole sono i genitori, per far sì che i ragazzi trovino naturale assumere un comportamento più equilibrato. Penso che sia l’unico modo, oggi, per uscirne sani e salvi.”

Intervista di Sabrina Antenucci che presenterà anche l’evento Famiglie in Azione

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