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Nan Coosemans

Cosa pensa tuo figlio quando vi separate?

Ciao diario,


perché?

Io vorrei sapere perché…
COME CAZZO HA FATTO UN UOMO AD AMARE UNA DONNA PER TANTISSIMO TEMPO e poi tradirla da un giorno all’altro con una più giovane solo per una attrazione per lo più sessuale? Con questo io non dico che mio padre sia stronzo o menefreghista, è il padre migliore che si possa avere per il nostro rapporto, per come ci parliamo e per il fatto che non è troppo severo ma riesce a farsi rispettare. Però cavolo, ancora ti dico, perché?

Poi c’è mia mamma, una donna fantastica, una delle donne più forti, determinate e belle (dentro e fuori) che io abbia mai visto, però, non sa che fare. È in una situazione difficile. Un marito non ce l’ha più, vorrei essere io l’appoggio per aiutarla, anche perché sono cresciuto e sono più maturo, infatti mi tiene all’oscuro di poco, ma la sento ancora troppo lontana. Voglio dire, la sento vicina ma non credo di essere la prima persona che chiama o che sente se ha bisogno di qualcosa, poi ha molte reazioni strane quando non si sente bene o meglio da quando ha iniziato a vivere da sola ed è ancora ferita: ma perché se la prende con me? Capisco che sia ferita e che è sempre molto tesa, ma se le chiedo qualcosa alza la voce e spreca energie. Voglio essere la spalla su cui lei possa piangere, voglio bene a mia madre, ma anche papà non aiuta, perché ogni volta che parlano litigano e questo indebolisce la mamma. Riconosco che non posso difenderla perché altrimenti sembrerebbe che sto dalla sua parte e rovinerei il rapporto con papà, ma vorrei tanto difenderla e far capire a papà che se si arrabbia così tanto non è una cosa buona sia per lui che per lei, perché anche lui soffre. Ma se soffre, perché sta ancora con la ragazzetta di venti anni invece di cercare di riconquistare la mamma? Perché ha anche rovinato la famiglia, una famiglia unitissima, e adesso tutti sono tristi dell’accaduto, e allora che facciamo? Non sto tanto bene in questa situazione ma quello che vorrei adesso è una vita migliore per loro e allo stesso tempo mi piacerebbe pure che mi capissero un po’ di più.

A ogni modo, per oggi è tutto.

Alberto.

 

Uno dei tratti del libro “quello che i ragazzi non dicono”

Ciao Alberto, 
mi dispiace per i problemi che stai vivendo, immagino che non sia facile per te. Sappi però che i tuoi genitori hanno fatto questa scelta, o sono stati costretti a cambiare direzione, perché c’è una ferita nella loro relazione. È la stessa cosa che succede quando abbiamo una ferita nel corpo e non riusciamo a curarla bene e la ferita si infetta riempiendosi di pus. Potrà guarire ma la cicatrice rimarrà per sempre. Va così anche in un rapporto d’amore. Forse nell’arco degli anni i tuoi genitori hanno subìto tante ferite ma non si sono presi il giusto tempo per curarle e per guarire veramente. Probabilmente non si sono sforzati di capire le ragioni profonde dei loro problemi. Non hanno preso nella giusta considerazione, guardandosi dentro, l’amore che li aveva portati al matrimonio. A monte di tutto questo c’è un preciso meccanismo psicologico: come forse sai, guardarsi dentro fa un po’ paura e a volte fa molto male, perché devi affrontare il tuo vero essere. Per questo spesso preferiamo scegliere la strada più facile. Non sta a noi giudicare i tuoi genitori, ma sappi che tu non sei responsabile delle loro scelte o della loro felicità. Quello che puoi fare, però, è osservare la situazione e imparare dalle cose che non ti piacciono per non cadere anche tu, un giorno, nello stesso circolo vizioso. Ricordati anche della loro vita insieme, fatta di momenti belli, e pensa cosa vorresti tu in una relazione. Non dimenticare mai, nemmeno per un attimo, che tu sei responsabile solo per la tua vita, non per la loro. Ciò che conta è che tu continui a comunicare con loro, esprimendo i tuoi dubbi e ponendo tutte le domande che hai nel cuore.

Younite

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La separazione… iniziamo da noi adulti

Normalmente gran parte dei genitori non si separa da un giorno all’altro. Anche se a volte non sappiamo cosa succede dentro alle famiglie, la separazione è un processo che dura in genere per un lungo periodo pieno di pensieri pesanti, tradimenti e a volte violenza e cattiva comunicazione, ma anche di tentativi per provare a risolvere i problemi. C’è infine il dubbio che ti assale quando pensi ai figli e ti dici: «Dovremmo stare insieme per loro». L’amore c’è, ma si è trasformato in qualcosa che non funziona più e in alcune coppie non c’è proprio modo di ricostruire il legame. La catena dei fenomeni è così strana e intensa che a volte mi viene spontaneo chiedermi: «Ma l’amore che c’era come ha potuto trasformarsi nell’odio che avvertiamo nelle famiglie coinvolte? Dove sono rimasti l’intesa, il rispetto, l’ascolto reciproco e soprattutto l’ascolto per i figli?»

Uno dei tratti del libro “quello che i ragazzi non dicono”

 

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